Studio Legale Pimpinato Avvocato Bruno

INFORTUNI della STRADA

Indennizzo diretto e infortunistica stradale

Dopo un preliminare studio della situazione prospettata, ci attiviamo per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti, siano essi patrimoniali, biologici, morali o di qualsiasi altro genere, mettendo a disposizione del cliente le figure professionali necessarie (medico legale, terapisti, medici specialisti, periti….). Quando, dall’esposizione fatta dal cliente, e dai documenti esposti, emerga il diritto ad un risarcimento, anche in via concorsuale, lo studio non richiede anticipi e gli emolumenti spettanti al professionista saranno direttamente richiesti alle controparti (cioè alle assicurazioni).

E importante sapere che, in caso di cd “indennizzo diretto”, quando andrete a denunciare il sinistro presso il Vs assicuratore, lo stesso Vi dirà che Voi non vi dovete preoccupare di nulla, e che la Vs Compagnia gestirà il sinistro, indennizzandoVi direttamente (naturalmente nel caso la ragione sia dalla Vs parte). E lecito tuttavia dubitare che la Vs assicurazione, che materialmente deve anticipare le somme, Vi risarcisca nella giusta misura, avendo l’interesse, come tutte le Compagnie assicurative, a mantenere basso l’esborso. Il consiglio pertanto è di rivolgerVi direttamente al Vs legale di fiducia, che tratterà con la Compagnia il risarcimento più alto possibile, avendo, come è intuibile, un interesse che è opposto a quello dell’Assicurazione (accontentare il Cliente, piuttosto che accontentare l’Assicurazione….). In caso di problematiche nell’ottenere il  risarcimento (cosa che spesso purtroppo accade trattando con le Assicurazioni) il Vs Legale potrà “spingere” sulla Compagnia citandola in causa, cosa che, ad esempio, non può fare la “solita” agenzia infortunistica, alla quale tanti si rivolgono.

MULTE (codice della strada)

NON SI PAGA LA CONTRAVVENZIONE SE...

Ci sono cinque casi in cui l’obbligo del pagamento di una contravvenzione si estingue, cioè perde efficacia:
1. Se la notifica non arriva. Quando si commette un’infrazione, le forze dell’ordine devono comunicarlo spedendo a casa del proprietario del veicolo una “notifica”(il verbale di accertamento con l’importo da pagare).Il verbale che viene lasciato sul parabrezza dell’auto nei casi di divieto di sosta, invece, è un semplice avviso di avvenuta infrazione, ma l’obbligo di pagamento scatta solo all’arrivo della notifica. Se la notifica non arriva, si può non pagare.
2. Se la notifica arriva dopo più di 90 giorni dall’infrazione. Le contravvenzioni devono essere notificate entro 90 giorni dalla data dell’infrazione (art.201 del Codice della Strada modificato dalla sentenza n°198\1996 della Corte Costituzionale). Se la notifica arriva oltre questo termine, si può fare ricorso al Prefetto. In pratica, bisogna inviare entro 60 giorni una lettera dello stesso comando che ha elevato la contravvenzione che penserà a trasmettere il ricorso al prefetto competente, citando il numero di cartella esattoriale e spiegando che la multa non è stata notificata nei tempi previsti. Il Prefetto annullerà la contravvenzione
 Il Prefetto ha 90 giorni di tempo (legge n°340 del 24 novembre 2000) per accogliere o rifiutare un ricorso. E la comunicazione dell’eventuale rigetto deve essere inviata al ricorrente entro 150 giorni dalla data in cui è stato emesso.: Se questi termini (90 o 150 giorni) non vengono rispettati, è possibile opporre un altro ricorso al Giudice di Pace.
3. Se l’ingiunzione non arriva. Le multe vanno pagate entro 60 giorni dal ricevimento della notifica. Se non si paga entro questi termini, si riceverà un’ingiunzione di pagamento per il doppio della cifra notificata all’inizio (più le spese accessorie). Però, se l’ingiunzione non arriva (o arriva dopo più di cinque anni, non è necessario pagarla).
4. Se l’ingiunzione arriva senza che la contravvenzione sia stata notificata.Può capitare di non ricevere mai la notifica di un’infrazione ma vedersi recapitare comunque un’ingiunzione di pagamento (che deve arrivare entro 5 anni dalla presunta infrazione).Se non avete mai cambiato residenza (o se lo avete fatto registrando tempestivamente il cambio di indirizzo sia sulla patente che sulla carta di circolazione) è possibile presentare un’istanza di annullamento. Si tratta di una lettera allo stesso comando che ha elevato la contravvenzione (Servizio contravvenzioni), alla quale va allegata la fotocopia di tutta la documentazione.
 Per presentare l’istanza di annullamento bisogna essere assolutamente certi che la notifica non sia davvero mai arrivata:potrebbe averla ritirata un vs familiare
5. Se l’ingiunzione arriva dopo più di 5 anni dall’infrazione. Se si riceve l’ingiunzione di pagamento dopo più di 5 anni dalla data dell’infrazione, è possibile non pagarla facendo ricorso al Giudice di Pace. In questo caso bisogna allegare una fotocopia dei documenti e citare nel ricorso l’art.28 della legge n°689 del 24 novembre 1981 (che stabilisce il termine di 5 anni per l’invio dell’ingiunzione). Il ricorso è possibile anche se la data riportata sulla cartella esattoriale è precedente: fa fede il timbro postale(se la comunicazione arriva in ritardo non è colpa vostra).
Nota bene: la prescrizione non scatta automaticamente. Perciò non bisogna ignorare l’ingiunzione di pagamento, ma far valere le proprie ragioni con un ricorso al giudice di pace.

Titoli
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